Convention Transport Logistic di Monaco di Baviera, il futuro è digitale, aperto e connesso

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Indietro non si torna. Il futuro del trasporto merci passa per il digitale, la rivoluzione è già arrivata e promette di cambiare completamente la faccia del settore in pochissimi anni. È una sentenza che arriva dall’ultimo Transport Logistic di Monaco e che è confermata dalle cifre record della manifestazione: 2.162 espositori da 62 Paesi (+ 5,4%); visitatori in aumento del 9%; 60.000 operatori da 120 nazioni; superficie espositiva ampliata a 115.000 mq, con 9 padiglioni completamente esauriti. Cosa ci aspetta dunque? Tecnologia sempre più avanzata, software sempre più raffinati, una raffica di app che semplificheranno – almeno teoricamente – il lavoro di autisti e gestori della flotte. In questo ambito tutta la tecnologia digitale sarà sempre più collegata e semplificata, in modo da garantire a chiunque di poterla utilizzare senza problemi. Tutti i processi e tutti gli attori del trasporto saranno interconnessi tra loro, senza muri o giardinetti personali. Ma soprattutto si tratterà di architetture aperte: le aziende che producono strumenti digitali dovranno far sì che questi dialoghino tra di loro, in modo che i clienti possano scegliere ciò che è meglio per la loro attività senza doversi preoccupare della compatibilità tra un gestionale di flotta della società X e un’applicazione della società Y. «La digitalizzazione diventerà profondamente connessa e senza confini – ha affermato Stefan Rummel, direttore generale della Fiera di Monaco – attraverso le tecnologie future per veicoli autoguidati, telematica, Smart Data e soluzioni in cloud». Gli sviluppi maggiori saranno sul commercio online, sull’Industria 4.0 e sull’Internet delle Cose, ovvero sulla capacità degli oggetti (nel nostro settore camion, rimorchi e accessori legati al mezzo) di rendersi riconoscibili e intelligenti grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi o accedere a informazioni aggregate. Tutto questo dovrebbe concretizzarsi in più merci, più trasporti e più logistica. In questo senso ogni azienda dovrà diventare anche una società di software, che è l’elemento chiave, e i clienti dovranno essere disponibili a condividere i propri dati. E ancora più estremo è stato Bernd Schwenger, country director di Amazon Logistics, che ha definito il concetto di supply chain un retaggio del passato: «Oggi bisogna parlare piuttosto di Demand Chain, con il cliente al centro e la grande sfida dell’ultimo miglio». Futuro luminoso, dunque. Ma c’è un rischio? Noi crediamo di sì. Tutta questa corsa in avanti provocherà di fatto una fortissima concorrenza tra prodotti simili, potenzialmente compatibili ma anche in gara tra loro. Il trasportatore potrebbe trovarsi sul suo smartphone decine di applicazioni, il controllo traffico nelle aziende di trasporto potrebbe dover scegliere tra sistemi assimilabili, ma con una loro identità poco flessibile. Tra i produttori di software e soluzioni digitali vincerà dunque chi saprà affrontare meglio questa complessità, sviluppando la capacità di assemblare al meglio i propri prodotti con quelli dei concorrenti senza scombussolare la testa del trasportatore con funzioni obsolete, complesse o comunque poco utilizzabili nella routine quotidiana.

Articolo estratto da Uomini&Trasporti del 19.05.2017