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Il Sole 24 Ore: Gianandrea Ferrajoli l’Italia traina la crescita europea.

Superammortamento e nuova Sabatini hanno portato al boom il mercato nazionale dei veicoli commerciali e industriali: col raddoppio (+97%) delle vendite in dicembre, l’Italia ha raggiunto un +49,9% nel totale 2016. Dati molto superiori alla crescita europea, ufficializzata ieri dall’Acea (l’associazione dei costruttori), che è stata del 10,4% in dicembre e dell’11,6% considerando l’intero anno.
L’exploit italiano di dicembre (31.403 immatricolazioni, su un totale europeo di 211.799) è dovuto solo in parte ai timori per la possibilità che l’incentivo fiscale del superammortamento al 140% non fosse confermato per il 2017: sin da settembre era chiaro che il beneficio sarebbe stato lasciato scadere a fine anno solo per le vetture e non per i veicoli “strettamente strumentali”.
Un ruolo lo ha giocato anche l’entrata a regime della nuova Sabatini, partita a settembre. Ma è un ruolo limitato, perché la fruibilità della misura non è così semplice e immediata come quella del superammortamento. Non a caso, un forte apprezzamento per questo viene da Gianandrea Ferrajoli, coordinatore di Federauto Trucks, l’associazione dei concessionari, che ritiene possibile un effetto-traino ancora per tutto il primo semestre di quest’anno. Anche perché c’è da recuperare l’arretrato causato dalla crisi dell’ultimo decennio e perciò le misure messe in campo dal ministero dello Sviluppo economico trovano terreno fertile tra le aziende.
«Il 70% del parco circolante è ancora a standard antinquinamento pre-Euro III – ricorda Ferrajoli – e un camion del 1990 inquina quanto 30 degli attuali Euro VI». Il rinnovo del parco si giocherà ancora per qualche anno sul diesel, poi nel giro di cinque anni lo sviluppo delle infrastrutture di rifornimento aprirà la strada al metano liquido, già diffuso nel Nord Europa con risparmi sul combustibile. A più lungo termine, sarà la volta di ibridi ed elettrici.
Ma le novità che spingeranno il rinnovo delle flotte saranno anche legate alla strategia complessiva di Industria 4.0, che toccherà anche la logistica: grazie all’internet delle cose, per esempio, la connessione dei mezzi in circolazione consentirà di monitorare in automatico la movimentazione dei container senza che gli autisti debbano più espletare procedure. Inoltre, il mezzo comunicherà direttamente con le officine, “prenotando” direttamente anche gli interventi di assistenza, il che ridurrà i fermi macchina (tagliandone il costo totale).
A livello europeo, il 2016 si è chiuso con 2.324.371 immatricolazioni e crescite significative si sono registrate anche negli altri grandi mercati: Spagna (11.2%), Germania (8.5%) e Francia (8.2%). Il Regno Unito si è fermato a un +1%.
A livello di segmenti, non c’è stata molta differenza nei risultati europei: si va dal +11% dei “medi” (peso da 3,5 a 16 tonnellate) al +12,3 dei “pesanti” (oltre 16t). La crescita dei bus si è invece fermata al 2,3%

Articolo estratto da Il Sole 24 Ore del 26.01.2017

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