L’autotrasporto riparte dal sud Italia

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Con un PIL previsto in crescita oltre che da Bankitalia anche dal Fondo Monetario Internazionale e con la benedizione di Moody’s, arrivata mentre andiamo in stampa, se non è proprio “L’Italia che va”, come cantava Ron, è un’Italia che finalmente aggancia la ripresa e si muove a una velocità maggiore. Anche i dati dei nuovi truck immatricolati nel primo semestre 2017 sono positivi e fotografano un incremento medio del +21,5% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Una buona notizia, al netto dell’effetto di spinta delle agevolazioni previste in Finanziaria, soprattutto se correlata alla sempre elevata anzianità
del parco circolante.

Nella lettura dei dati disaggregati per aree geografiche, va rimarcato che il Sud e le Isole registrano l’incremento maggiore: +26,2%, con volumi che non si discostano molto da quelli del Nord-Ovest e del Nord-Est. Qualcosa quindi sta cambiando al Sud, come sottolineato anche dal recente Rapporto PMI Mezzogiorno, curato da Confindustria e Cerved, e ne sono prova il consolidarsi della vitalità imprenditoriale del territorio e il ritorno in positivo degli investimenti, con una accelerazione superiore alla media nazionale.

È importante inoltre la spinta all’innovazione che sta portando nel Mezzogiorno startup collegate alla rivoluzione digitale, più stabili e concrete che in altre aree italiane. Insomma un Sud laboratorio di nuova imprenditorialità che tocca anche l’autotrasporto. Nel futuro non è azzardato ipotizzare che un ruolo strategico sarà giocato sempre più dal Mediterraneo e dal sistema portuale che potrebbe rimettersi in corsa per un primato da anni saldamente in mano ai porti nordeuropei. Un Mare Nostro, quindi, non solo teatro di sbarchi di migranti e di esseri umani che sfuggono a guerre e carneficine, ma culla di traffici commerciali come da sua millenaria vocazione.

Il citato Rapporto, a proposito della composizione settoriale delle PMI, alla voce Servizi – Trasporti e Logistica, fa registrare nel Mezzogiorno il 7,6% a fronte del 5,8% della media nazionale. E l’effervescenza dell’autotrasporto nel Sud Italia potrebbe aumentare ulteriormente a seguito di un maggiore afflusso di merci, provenienti magari dalla Cina, che continua a mostrare interesse per i porti del Mediterraneo, funzionali alla nuova Via della Seta tra Estremo Oriente ed Europa. Quindi nuovi trasporti e una logistica che non consente battute d’arresto. Nel laboratorio Sud perciò ci sarà sempre più spazio anche per un’assistenza ai mezzi che, per soddisfare le nuove esigenze, dovrà essere innovativa, predittiva e imprenditorialmente solida

Articolo di Francesco Oriolo.